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Note editoriali


Il principio che ha uniformato la raccolta è stato quello del ne varietur, per rispetto non solo delle scelte autoriali, quanto anche delle diversità editoriali. Ciò nonostante, non si è voluto uniformare all'eccesso e, ove possibile, sono state mantenute "coscienti", ma "ridotte" diversità nella trascrizione del paratesto, per rispettare la volontà dei diversi curatori. Per ciò che concerne la descrizione degli imprimatur, ad esempio, alcuni curatori impiegano uno specifico codice, mentre altri riportano "testualmente" la formula della licenza di pubblicare sottoposta all'autorità del censore.

  • Caratteristiche del frontespizio: viene riportato in maiuscolo soltanto il titolo, mentre gli altri termini sono ridotti in tondo, fatta eccezione della sola iniziale maiuscola per alleggerire la grafica del testo originale. L'insegna presente nel frontespizio, molto meno ricca nel Settecento di quelle del secolo precedente, è stata eccezionalmente descritta iconograficamente, quando presentava particolari elementi di pregio.

  • Alcuni accenti e poche parole sono state normalizzate all'uso corrente, mentre ci si è attenuti al criterio di conservare espressioni e voci dall'ortografia desueta, sia perché è più corretto uso filologico, sia per serbare il tono e il gusto dell'opera rappresentata. Le parole apostrofate non sono separate da uno spazio, (es.: l'amore), avendo considerando l'intervento poco invasivo e la leggibilità maggiore. Invece sono state serbate doppie ormai cadute, e le scempie, nonché le forme dittongate, tipo sieguire o niegare.

  • La misurazione in centimetri indica l'altezza del testo, seguita dalla numerazione delle pagine di cui si compone la versione integrale dell'opera: a dividere entrambi gli elementi il punto fermo.

  • Non è stato possibile porre in risalto, con particolari formattazioni, elementi del paratesto: per evidenziare almeno i titoli, dovendo rinunciare al corsivo o al sottolineato, si è usato il maiuscolo, come nel frontespizio.

  • L'ordine degli elementi paratestuali segue strettamente quello del testo esaminato.

  • Il numero degli Interlocutori, in alcuni casi seguito da quello dei partecipanti ai Cori o dalla quantità di Comparse, viene contenuto tra parentesi quadre: ad esempio, Personaggi: [3 + 2 Cori + 1 Comparsa.]

  • Abbreviazioni come S. M. C. o E. V. e via dicendo (Santa Madre Chiesa, Eminenza Vostra) non vengono "sciolte" sia perché d'immediata comprensione, sia per rispettare la lettera del testo.